Cybersecurity: le nuove certificazioni che preparano i professionisti del digitale

La sicurezza informatica è diventata una delle aree professionali più ricercate degli ultimi anni. Le aziende — grandi e piccole — cercano esperti capaci di proteggere dati, infrastrutture e sistemi da minacce sempre più sofisticate.
Secondo il Cybersecurity Workforce Study di ISC², nel 2023 il gap globale tra professionisti disponibili e posizioni aperte ha superato i 4 milioni di unità. Un dato che racconta chiaramente quanto il settore sia ancora sottoservito rispetto alla domanda reale.
Chi vuole entrare in questo campo — o chi vuole riqualificarsi professionalmente — si trova davanti a un’opportunità concreta, a patto di scegliere il percorso formativo giusto. Le certificazioni rappresentano oggi lo strumento più diretto per acquisire competenze riconosciute a livello internazionale.
Perché le certificazioni contano più di un titolo generico?
Un corso universitario in informatica offre basi solide, ma il mercato della cybersecurity si muove velocemente. Le certificazioni di settore vengono aggiornate con regolarità, seguendo l’evoluzione delle minacce e degli standard normativi. Questo le rende strumenti formativi più reattivi rispetto ai programmi accademici tradizionali.
Per un datore di lavoro, una certificazione riconosciuta è una garanzia immediata: sa che il candidato ha superato un esame strutturato, ha dimostrato competenze pratiche e conosce i protocolli attuali. È un segnale di affidabilità difficile da ignorare, soprattutto in un campo dove gli errori possono avere conseguenze gravi.
Le certificazioni più richieste nel 2024 e oltre
Il panorama delle certificazioni è ampio, ma alcune si sono affermate come riferimenti assoluti per chi vuole lavorare nel settore.
- CompTIA Security+ è spesso il punto di partenza per chi si avvicina alla cybersecurity senza esperienza pregressa. Riconosciuta dal Dipartimento della Difesa statunitense e da migliaia di aziende nel mondo, copre fondamentali come gestione delle minacce, crittografia e sicurezza delle reti. Non richiede prerequisiti obbligatori, anche se avere una base in networking aiuta.
- Certified Ethical Hacker (CEH) dell’EC-Council si rivolge a chi vuole specializzarsi nel penetration testing, cioè nell’identificare vulnerabilità nei sistemi prima che lo facciano gli attaccanti reali. Molto apprezzata nelle aziende che gestiscono infrastrutture critiche.
- CISSP (Certified Information Systems Security Professional) di ISC² è considerata la certificazione “senior” per eccellenza. Richiede almeno cinque anni di esperienza nel settore e copre otto domini della sicurezza, dalla gestione del rischio alla sicurezza del software. Chi la ottiene punta spesso a ruoli manageriali o di CISO (Chief Information Security Officer).
- eJPT e eCPPT di eLearnSecurity sono certificazioni più recenti, molto pratiche e apprezzate in Europa. Basate su laboratori virtuali reali, sono adatte anche a profili junior che vogliono dimostrare capacità operative concrete.
- CISM (Certified Information Security Manager) di ISACA, invece, è pensata per chi si occupa della governance della sicurezza all’interno di un’organizzazione: pianificazione, risposta agli incidenti, gestione del rischio a livello aziendale.
Da dove si parte? Il problema della formazione di base
Una delle domande più frequenti tra chi vuole avvicinarsi alla cybersecurity è: “Posso farlo anche senza un diploma o una laurea in informatica?” La risposta è sì, ma con qualche precisazione.
Molte certificazioni non richiedono formalmente un titolo di studio specifico. Tuttavia, affrontare contenuti tecnici complessi senza basi solide può rendere il percorso molto più difficile. Chi non ha completato il ciclo scolastico superiore si trova spesso in difficoltà non perché manchi di talento, ma perché mancano gli strumenti logici e metodologici che si acquisiscono durante gli studi.
In questo senso, recuperare il diploma può fare una differenza reale. Istituti come Santa Sofia, attivi nel supporto a chi vuole completare il percorso scolastico da adulto, offrono soluzioni flessibili pensate per chi lavora o ha responsabilità familiari. Per chi si trova in Piemonte, ad esempio, è possibile informarsi sul servizio di recupero anni scolastici Torino per capire come ottenere il titolo di studio necessario ad accedere a percorsi formativi più avanzati. Santa Sofia è una realtà consolidata nel campo dell’istruzione per adulti, con programmi pensati per conciliare studio e vita quotidiana, senza dover rinunciare agli impegni già in essere.
Avere un diploma non è solo un requisito burocratico: è una base che rende più agevole l’apprendimento tecnico che verrà dopo.
Come scegliere la certificazione giusta per il proprio obiettivo?
Non esiste una risposta universale. La scelta dipende da tre fattori principali: il livello di partenza, il ruolo a cui si aspira e il tempo disponibile per prepararsi.
Chi è agli inizi dovrebbe orientarsi su CompTIA Security+ o Google Cybersecurity Certificate (disponibile su Coursera), meno oneroso economicamente e ottimo per costruire un vocabolario tecnico di base. Chi ha già esperienza IT può puntare direttamente su CEH o OSCP (Offensive Security Certified Professional), quest’ultimo considerato uno degli esami pratici più impegnativi e rispettati del settore.
Vale la pena considerare anche il costo: le certificazioni variano da poche centinaia di euro (eJPT) fino a oltre 700 euro per CISSP, senza contare i materiali di studio. Alcune aziende rimborsano le spese di certificazione ai propri dipendenti, quindi vale la pena verificarlo prima di investire di tasca propria.
Il mercato del lavoro: cosa aspettarsi dopo la certificazione?
I dati parlano chiaro. Secondo Burning Glass Technologies, le offerte di lavoro in cybersecurity che richiedono almeno una certificazione sono cresciute del 35% negli ultimi tre anni. In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato risorse significative alla digitalizzazione e alla sicurezza delle infrastrutture pubbliche, aprendo nuovi spazi anche per profili junior certificati.
Gli stipendi medi per un analista di sicurezza informatica in Italia si aggirano tra i 30.000 e i 45.000 euro annui all’inizio della carriera, con punte che superano i 70.000 euro per ruoli senior o specializzati. Chi ottiene certificazioni come CISSP o CISM e ha esperienza documentata può aspirare a posizioni ben remunerate anche nel settore pubblico, dove la domanda è in forte crescita dopo l’istituzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
La cybersecurity è uno dei pochi settori dove aggiornamento continuo e curiosità genuina per i problemi tecnici valgono quanto anni di esperienza. Chi entra con la preparazione giusta — e con le credenziali per dimostrarlo — trova un mercato che lo aspetta.
Questo sito e tutti i suoi contenuti sono interamente generati mediante sistemi di intelligenza artificiale. Le informazioni pubblicate possono contenere errori, inesattezze, omissioni o dati non aggiornati e devono essere verificate prima di farvi affidamento.
